CdS: NON COSTITUISCE VARIANTE SOSTITUIRE, IN UNA GARA CON OEPV, UN MANUFATTO IN OPERA CON UN PREFABBRICATO

Mercoledì, 28 Novembre, 2018

 

Il Consiglio di Stato ha recentemente pronunciato una sentenza dirimente sancendo in maniera categorica che, nell'ambito degli Appalti Pubblici, la sostituzione di un elemento in opera con un manufatto prefabbricato, ovviamente di pari caratteristiche funzionali, costituisce un miglioramento e non una variante per cui ne è ammessa la proposta sostitutiva, da parte dell'Impresa in fase di gara, senza preventiva approvazione della Stazione Appaltante.

La sentenza n. 06423/2018 REG.PROV.COLL. (n. 03877/2018 REG.RIC.) del 14/11/2018, infatti, così recita a pag. 14: "le offerte migliorative risultano ammesse (anche se non richieste ndr) in via generale....previa autorizzazione della stazione appaltante...(però ndr)...... và confermato l'orientamento giurisprudenziale ..... secondo il quale, anche in mancanza della previa autorizzazione di varianti, .... deve comunque ritenersi insita, nella scelta del criterio selettivo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la possibilità, per i partecipanti, di proporre quelle variazioni migliorative rese possibili dal possesso di peculiari conoscenze tecnologiche, purché non si alterino i caratteri essenziali delle prestazioni..... le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti perché le prime possono liberamente esplicarsi...... ....; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale....".

 

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