Controversie nei pavimenti e rivestimenti in ceramica: dimensioni e tono delle piastrelle

Febbraio, 2021
Editore / Rivista: 
Ingenio
Autore: 
Carlo Montecchi – Ingegnere, Consulente esperto in rivestimenti ceramici

 

Nel presente articolo vengono definite quelle che possono essere le cause di controversia quando ci troviamo di fronte ad una piastrellatura ceramica.

Una delle più frequenti e potenzialmente più pericolose per il danno economico che può generare ha a che fare con la precisione dimensionale o con la tonalità /colore delle piastrelle.

Quante volte un consumatore ha contestato il pavimento o il rivestimento perché, a suo parere, le piastrelle erano storte, curve, con lati diversi, con le fughe di dimensioni diverse o semplicemente perché la piastrellatura presentava dislivelli far una piastrella e l’altra?

Quante volte le aziende e i rivenditori ricevono forti lamentele per il colore non corrispondente al campione scelto o perché il pavimento/ rivestimento non ha una tonalità uniforme?

Vediamo quindi come vanno trattati questi argomenti sotto il profilo tecnico e normativo senza lasciare alle sensazioni personali il compito di misurare la qualità di un prodotto, di un progetto, di un risultato finale.


Alcuni elementi di carattere generale sulla piastrellatura ceramica

  • Una piastrella, o una piastrellatura, sono da ritenersi difettose quando non sono conformi, a seguito di osservazioni oggettive, ai requisiti di accettabilità fissati da criteri definiti (norme, specifiche contrattuali, schede tecniche, regolamenti, usi locali, esigenze in corso d’opera e quindi un difetto deve comunque essere misurato in base a riferimenti normativi e/o contrattuali e non a sensazioni qualitative percepite e, caso mai, disattese.
  • I presunti vizi relativi alle dimensioni e al tono di colore sono da considerarsi vizi palesi e la verifica secondo le norme di prodotto e la eventuale contestazione al produttore vanno effettuate obbligatoriamente prima della posa.

 

Le dimensioni della piastrella di ceramica

La piastrella ceramica è un prodotto industriale e quindi come ogni manufatto industriale è soggetto tolleranze intese come i limiti accettabili delle variazioni di una dimensione fisica, di una proprietà fisica. Queste tolleranze vengono definite da Norme Nazionali (Norme UNI) ed internazionali (Norme Europee EN, Norme Internazionali ISO) per classificare una piastrella di prima scelta.

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Normativa di riferimento

UNI EN ISO 10545-1 stabilisce i criteri di campionamento, costituzione del lotto, il controllo, l’accettazione ovvero il rifiuto delle piastrelle ceramiche non installata.

UNI EN ISO 10545-2 stabilisce i metodi per determinare le caratteristiche dimensionali e la qualità delle piastrelle ceramiche non posate.

Il 95% delle piastrelle deve essere esente da difetti che potrebbero compromettere l’aspetto della maggior parte della piastrellatura.

La norma UNI EN 14411 definisce e fornisce termini, requisiti e criteri di marcatura per le piastrelle ceramiche di prima scelta. Nel caso specifico delle dimensioni definisce:

Definizioni secondo norma UNI EN 14411

  • DIMENSIONE NOMINALE N : dimensione commerciale
  • DIMENSIONE DI FABBRICAZIONE: W dimensione reale

Prescrizioni della UNI EN 14411

Le prescrizioni relative variano in funzione delle dimensioni delle piastrelle, della tecnica di produzione (estrusione, pressatura a secco), dei gruppi di appartenenza per livello di assorbimento d’acqua.

Alcuni valori esemplificativi per il gres porcellanato (Gruppo Bia Appendice G, assorbimento acqua E≤ 0,5) e piastrelle grandi.

  • Per piastrelle non modulari il fabbricante deve scegliere la dimensione di fabbricazione in modo che la differenza con la dimensione nominale non sia maggiore di +/- 2% (fino a 5mm)
  • La deviazione ammissibile in % della dimensione media di ogni piastrella (2 o 4 lati) dalla dimensione di fabbricazione W deve essere per piastrelle con dimensione nominale N ≥ 15 cm = +/- 0,6% (fino a 2 mm)
  • La deviazione di ortogonalità in percento della dimensione di fabbricazione +/- 0,5% (fino a 1,5mm)
  • La deviazione di curvatura del lato in rapporto alla dimensione di fabbricazione +/- 0,5% ( fino a 2mm)
  • Lo spessore deve essere indicato dal produttore. La deviazione ammissibile dello spessore medio di ogni piastrella non deve superare in percentuale il +/- 5% dello spessore dichiarato.

A titolo di esempio, vedasi in figura ciò che può capitare nella realtà.

Il tono di colore di una piastrella di ceramica

In pittura e colorimetria si definisce tono una proprietà del colore, o una delle dimensioni nello spazio dei colori, secondo una definizione che riflette la percezione umana soggettiva della luminosità del colore. Un esempio di scala dei toni è il sistema Munsell”.

Questa definizione può essere ripresa anche per le piastrelle in quanto, in questo specifico campo, la percezione umana è soggettiva e fonte spesso di incomprensioni e reclami di difficile risoluzione in quanto non esistono normative in merito ma solo convenzioni e prescrizioni che vengono citate dalle aziende sui cataloghi, siti aziendali e manuali di posa e manutenzione e che costituiscono condizioni di vendita cui occorre fare riferimento.

Il tono indicato sulle scatole è la tonalità di colore che caratterizza un determinato lotto di piastrelle.

Dato che nella fabbricazione industriale è quasi impossibile produrre pezzi di identica tonalità cromatica, prima del confezionamento si provvede a raggrupparle per omogeneità di colore, cioè per tono indicandolo normalmente con un numero o lettera. In pratica ogni lotto produttivo di piastrelle (semplificando ogni “infornata”) è diverso dal precedente quindi è facile che io scelga un campione di colore di qualche anno precedente al lotto che riceverò.

Il tono è una caratteristica la cui conformità a ciò che abbiamo acquistato deve essere valutata prima della posa.

Due sono le principali fonti di potenziali problemi:

  1. Il tono di colore ricevuto non viene ritenuto coerente con il campione visto dal rivenditore, sul catalogo o sito internet ( dal rivenditore abbiamo visto una piastrella od un semplice pannello in verticale con un faro diretto mentre ci troviamo le piastrelle in orizzontale con luce naturale)
  2. Le piastrelle sono “stonalizzate” ovverosia il colore non è uniforme.

Il problema può in effetti essere attribuito ad un problema produttivo ma è opportuno rammentare che la tendenza della ceramica è oggi imitare prodotti naturali che non hanno, per loro natura, né un colore uniforme né una grafica uniforme. Il marmo, la pietra naturale il legno, il cemento, il tessuto è oggi perfettamente imitato grazie all’uso della decorazione digitale e possiamo trovare effetti totalmente diversi in alcune piastrelle del lotto. Per questo le aziende hanno adottato una scala internazionale di stonalizzazione che viene indicata normalmente sui cataloghi o i siti internet che ci dà indicazione di questa caratteristica e che vien qui di seguito sintetizzata.

  • V1 Tinta unita
  • V2 Lieve variazione (presenza di sfumature tono su tono)
  • V3 Moderata Variazione (moderata variazione cromatica dovuta alle venature dei materiali naturali.
  • V4 Sostanziale variazione (evidenti contrasti cromatici e grafici)

8 regole per evitare contestazioni nella posa delle piastrelle

Per evitare contestazioni della piastrellatura ceramica in merito a dimensioni e tonalità delle piastrelle è necessario:

  1. verificare che sulle scatole e bolla sia definito un solo tono/calibro;
  2. posare “a secco” alcuni mq di piastrelle per testare la corrispondenza del colore a quello che abbiamo scelto ed effettuare una verifica dimensionale; operazione che deve essere effettuata, a mio parere, dal posatore;
  3. essere consapevoli a quale classe di stonalizzazione appartenga il pavimento;
  4. pretendere che il posatore si ponga nelle migliori condizioni ambientali per svolgere il lavoro, specialmente la luce;
  5. pretendere che il posatore segnali tempestivamente qualunque anomalia di colore o dimensione riscontrata nel corso dell’opera prima di proseguire;
  6. ricordare che le piastrelle non vanno ispezionate contro luce (l’aspetto della superficie può essere falsato) ma ad 1,5 m di distanza e luce diretta e ad altezza d’uomo;
  7. è buona norma, come viene menzionato su scatole e cataloghi, prelevare le piastrelle da più scatole contemporaneamente (specialmente nel caso di piastrelle con effetto di materiale naturale);
  8. la posa priva di fughe non è assolutamente consentita.

Un pavimento o un rivestimento ceramico sono in genere estremamente durevoli nel tempo e ci possono accompagnare per tutta la vita se non vogliamo cambiare colore, formato seguendo i cambiamenti di gusto e della moda del settore. Dobbiamo quindi essere il più possibile sicuri di realizzare un'opera aderente alle nostre aspettative e questi piccoli accorgimenti possono essere un valido aiuto.

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